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sabato 1 novembre 2008

la monaca-pendola tra i fasti di roma


bolliti rimane il nostro segreto
come quando abbiamo ucciso quella monaca


quella monaca ancora penzola dal mio balcone

lo sa mezza città
che la monaca penzola dal mio balcone

lo sa mezza città

la monaca penzola dal mio balcone
la monaca-pendola tra i fasti di roma

l'associazione del silenzio con la monaca che ora penzola e il silenzio con lo sa mezza città. la città un po' vociante un po' muta. un po' come se fosse la suoretta di Puccini. ma no, è una monaca grassa di quelle che cadono dalle scale. e tu dici cosa è che fa bianco nero bianco nero, una monaca che cade dalle scale, rispondi. c'è una scala, c'è una soffitta. un baule. è tutto molto materno eh, siamo un utero in un utero. io ovviamente sono l'utero più grande, la soffitta. 
le monache si agitano sulla maternità, e le volute di stoffa, bianco nero. una cosa dinamica tipo scultura equina futurista, tra i fasti di roma, se ne vedono le scarpe però bianco nero bianco nero. si agita, e la monaca e le volute. 

tu sapevi che l'avrei fatto. ora c'è un po' di silenzio

martedì 28 ottobre 2008

danza il languore del sole
sarebbe stato un titolo perfetto*


* solo ch'era già stato preso.

venerdì 29 agosto 2008

ho visto cose
[this is the new order for tubes]


sono successe cose simili, in altri tempi

la veemenza fissa e persistente della luce dove non te l'aspetti
la veemenza fissa e persistente della luce dove alla luce non è dato di entrare
la veemenza fissa e persistente della luce che va nella direzione sbagliata
e quindi
veemenza fissa e persistente della luce all'inverso


credits
foto - emanuela
situazione - barbara
testo - mazeppa
titolo - equamente diviso fra verdena e il replicante roy
sottotitolo - falloppio

sabato 5 gennaio 2008

bozzetti

martedì 13 novembre 2007

non ha senso


domenica 23 settembre 2007

è la memoria, liquido ruvido

foto originale: scritturascomposta

quanto vuoi, tutto quello che vuoi
io sono
Perché le sostanze allo stato gassoso si espandono fino a invadere completamente il volume che hanno a disposizione.
Quindi temo che non ci sia scampo per nessuno.

Ma continueremo a scrivere, ad avvicinarci a un comune
SENSO

Le manifestazioni gassose si espandono - la testa si gonfia e scoppia, così funziona.
la punta dei continenti, liquido ruvido*, amore
je suis
E giochiamo noi, io, ecco ho un blog, scrivo guaaaaarda, guarda che scrivo e ho messo un'immagine oggi, uuuh, che roba: dilettiamoci, allegri, tappiamo orecchie e occhi con burro e vaselina.
ti odio: ascoltami: col-ta-smi: smi-at-lco: tappiamo le orecchie
Possiamo continuare così ad libitum, scrivere entrambi, le mie risposte sono anche le tue domande, risposte, risposte alle risposte.
baciamo qui: ascoltami
Nel caso, esistono modi e modi centinaia di indicare la neve, e gli esquimesi eccellono
APUT


La naftalina passa direttamente dallo stato solido a quello gassoso, fisica, seconda media, la naftalina sublima. Ho sempre amato 'sto verbo: sublimare. E la naftalina, anche se è tossica.

Continueremo, a stringere d'assedio il significante fino a che avremo le stesse
PAROLE

Ecco cos'era: le parole sublimano.

e il significato glielo inetteremo nelle vene della cappella alla
NEVE


Si riserverà di dircelo passata la tempesta.

NEVE
parole solide
grugnito, robberia, sesso

Su un foglio, si alzano in piedi, al mio fischio sono sull'attenti e sfumano via. Ma sto sbagliando di nuovo. Perché volevo liberarmene e quelle invece continuano a piovermi in testa.
Sulla testa:
lo scintillio di mille bufere
e allora sarà neve sia per me che per
ALTROdaME[te]LUI

La memoria è, liquido ruvido. Il suo scorrere è faticoso, lento, doloroso. Basta un grumo, una sola punta, e tutto è perso.

E tu, quanto riesci a dimenticare?

* frantumato per esser trafugato più facilmente dai malviventi, il "pezzo del liquido ruvido", di cui sopra sono sparsi gli ultimi frammenti rimasti a nostra disposizione, è apparso su Wilde Jagd camuffato in nuove, sporche, vesti e poi su Esilio Zero, unico luogo in cui è lecito che si legga in copia conforme all'originale.

sabato 21 luglio 2007

terra di nessuno

con candore ammise la sconfitta
[totale disinteresse]
alzando le braccia
di nessuna battaglia
dichiarò
di esser parte

aprì i palmi
lasciò
volare via
[polvere]
un pugno
di terra asciutta

sciolse i labirinti
negli occhi
[pungere]
un punto
vibrante
a dipanare le curve

venerdì 29 giugno 2007

Disegno di una casa d'acqua

Costruirono una casa d'acqua e diedero una festa al centro del bosco.
Con i gessetti, sul marciapiede, al centro della città, disegnarono un bosco in festa e una casa al centro della festa.
Casa d'acqua: evapora
Una casa d'acqua che evapora in cielo e poi piove giù.
Acqua che piove giù e torna in città, a lavare i marciapiedi.
Pioggia che lava i marciapiedi, i disegni sciolti nel fiume.
Colori, nei fiumi, che innalzano il mare.

Mare alto:
aFFogare

cùLLàaare

gli uomini


martedì 19 giugno 2007

respiro
sputo
espiro

voglio vedere dietro il vetro cosa c'è.
riflette l'anteriore e lascia trasparire il posteriore. ai posteri e agli antenati, lo schermo.
uccide e salva, mi rincoglionisce ogni giorno.
cosa cercavo? non ricordo ora è rotto, ora sono solo piccoli pezzi in mano.
vedo le mie dita, con schegge infilate dentro, vedo il mio occhio riflesso.
cosa cercavo? forse non cercavo, forse rincorrevo.

non trovare, volevo perdere. abbandonare tutto.
termine daccapo, inizio/fine, inizio.
virgole e punti, parole che non corrispondono a niente, oggetti a sé, assoluti del reale.
di vita propria, angoli, spigoli, luoghi, cazzi, vitelli. teste di vitelli: occhi.
il mio occhio, riflesso su un pezzo di vetro. le mie dita, il mio sangue. su un bancone, cartellino, prezzo, senza coraggio, senza coraggio, se stacco - stacco ogni cosa.
corro fino lassù, lì, in alto.
collina, respiro, sputo, inspiro, polline, espiro, fuori-tutto-via, niente dentro, non voglio niente dentro.
zero/0

sono ricca: ho sacchi di soldi: ho venduto.