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sabato 26 luglio 2008

alla fiera dell'est

ho bisogno di un manuale da quattro soldi di quelli in cui qualche maestro de vida asserisce che la soluzione a tutti i problemi sta nell'imparare ad amare se stessi.

ma ho comprato due topi, da due soldi ciascuno, e sono senza monete.

lunedì 28 aprile 2008

poi è, niente


non ha voglia di infilarsi i sandali sfondati, non ha voglia di vestirsi, non ha voglia di star seduta e di sopportare la confusione dei fratelli più piccoli.
vorrebbe disegnare su tutta la tovaglia e oltre il muro. vorrebbe distruggere la loro brutta casa. vorrebbe ribaltare la tavola apparecchiata per una colazione che non ha voglia di mangiare.
poi è, per un attimo, tutto come vuole. poi è, niente.

venerdì 2 novembre 2007

affondo



ci hanno messi seduti a terra, in fila.
ognuno ha le sue buste, le borse, qualche scatola. all'alba è arrivato mio fratello, impazzito, urlava, e io ho cominciato a raccogliere i vestiti e i bicchieri sbeccati.
guardo il pentolino ammaccato e mi chiedo cosa c'entriamo noi con questa storia: non siamo romeni. poi penso, non siamo nemmeno altro, non siamo di alcuna terra, se non di questa striscia lungo il tevere, quindi siamo romeni anche noi. l'abbiamo uccisa anche noi quella donna, dobbiamo andarcene.
il poliziotto mi chiede i documenti. è gentile in fondo. mi urta ma senza volerlo, mi chiede anche scusa. ma non mi lascia alzare per raccogliere il pentolino che m'è caduto dalle mani.
penso alle nostre donne che non muoiono mai. si allontanano la sera e semplicemente certe volte non tornano più dal lavoro.
non ce li ho, io, i documenti e il mio pentolino continua a rotolare, lo indico al poliziotto ma lui non si volta.
le nostre donne urlano nelle tende contro i loro uomini e poi spariscono.
quando cade nel fiume il sole riflette sulla latta e lo rende per niente diverso da un pentolino integro, affonda in un attimo e la superficie verde torna immobile e indifferente.

mercoledì 10 ottobre 2007

Circolarità

Si svegliò. Sopportabile il prurito, forse quasi piacevole.
Sulla schiena, a segnare ogni vertebra, piccole gemme, primordi di nuovi rami.
Scordò sul cuscino i vecchi petali appassiti. Spalancò la finestra per far sì che fosse altro, fosse il vento, a preoccuparsi di soffiarli via.

A svegliarmi è il prurito, sopportabile, quasi piacevole. A ricordarmi di ogni vertebra, piccole gemme sulla schiena, primordi di nuovi rami.
Alzandomi lascio sul cuscino i vecchi petali appassiti. Apro la finestra per far sì che spetti ad altri, che spetti al vento, soffiarli via.

sabato 6 ottobre 2007

Il re è nudo, VIVA IL RE!

- è forse la figlia del conte pazienza quella fanciulla nell'angolo?
- no, può sembrare, ma non è lei
- è allora damigella remissione?
- oh no, sire, a prima vista forse, ma prestate attenzione
- non capisco, appare così mite
- voi osservate da lontano, avvicinatevi, vi prego
- oh ciambellano, vorreste dirmi che è lei?
- certo sire, come potete non riconoscere Fräulein...
- Indifferenza... siamo arrivati a questo punto?
- sì, Gleichgültigkeit, fino al punto
- credevo stesse aspettando me per danzare e che nascondesse dietro la mano il disappunto per il mio ignorarla
- no, sapete bene che ella danza solo in riva al fiume: dietro quelle esili dita sta ridendo di voi, sire
Il re guardò verso il basso e vide la sua pancia nuda.
Si tolse allora la corona dalla testa per coprire le pudenda.